Assegno di inclusione A chi i primi pagamenti?

Il calendario delle scadenze per accedere al sussidio. Primi contributi già erogati. La Sicilia e la Campania fanno il pieno

26 Gennaio 2024

Attendi il primo pagamento dell’assegno di inclusione? Allora probabilmente avrai ricevuto un sms dall’Inps con l’invito a recarti in un ufficio postale per ritirare la carta sulla quale è accreditato l’importo. Il testo del messaggio? “È stato disposto il pagamento della domanda Adi. Dal 26.01 sarà accreditato sulla Carta ritirabile presso qualsiasi ufficio postale con doc identità e cod fiscale”.

Quasi 288mila famiglie italiane hanno ricevuto nelle ultime ore questo sms. Sì, perché sono le prime a beneficiare del contributo, erede del reddito di cittadinanza.

La misura, finora, è stata autorizzata a quelle famiglie che hanno fatto la richiesta entro i primi giorni di gennaio e che hanno così sottoscritto il Patto di attivazione digitale (Pad). Significa che la loro domanda ha superato i controlli preventivi relativi ai requisiti previsti dalla normativa. Complessivamente le istanze pervenute entro i primi giorni di gennaio sono state 446.256, di cui 418.527 con Pad sottoscritto. CIò significa che solo una parte delle domande, per l’esattezza 287.704, ha superato la fase istruttoria.

Assegno di inclusione, chi non potrà percepirlo?

  • 12.222 domande necessitano di un supplemento di istruttoria per l’acquisizione della certificazione che attesta il requisito per il riconoscimento della misura. Una volta acquisita la certificazione, l’Inps potrà procedere al pagamento dal prossimo 15 febbraio o comunque entro 60 giorni qualora non pervenga la certificazione da parte degli enti preposti.
  • 1.140 istanze sono in istruttoria per controlli interni dell’Istituto (accertamenti antifrode).
  • 117.461 domande sono state respinte per mancanza di requisiti. Tra le principali cause risultano: esito negativo sopra soglia su Dsu, superamento delle soglie di reddito, omessa dichiarazione dell’attività lavorativa.

Assegno di inclusione, raffica di domande

Complessivamente le domande pervenute dal 18 dicembre ad oggi sono 651.665, ma c’è tempo fino al 31 gennaio per inoltrare le richieste. Se saranno superati i controlli preventivi e sottoscritto il Pad, verranno messe in pagamento già il 15 febbraio. I richiedenti che procederanno alla sottoscrizione del Pad entro il 31 gennaio avranno diritto al pagamento anche della mensilità del mese corrente.

“Già è molto importante il numero delle domande presentate, vuol dire che il sistema sta funzionando e che nell’arco di pochissimo tempo arriveremo a quelli che sono i numeri previsti”, commenta il ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone. E aggiunge: “Si fa un percorso che sta andando molto veloce, perché l’assegno di inclusione è entrato in vigore come norma l’1 gennaio 2024. A 26 giorni dall’entrata in vigore della norma ci sono i primi pagamenti. Questo vuol dire che tutto quello che è stato fatto, anche anticipare la data di presentazione delle domande, ha comportato anche facilitare i compiti delle famiglie”.

Quanti beneficiari dell’assegno di inclusione in Sicilia

Quasi la metà delle famiglie beneficiarie proviene da due regioni: Campania (26,7%) e Sicilia (21,8%). Il 9,6% delle domande proviene dalla Puglia, l’8,1% dal Lazio, il 7,7% dalla Calabria e il 6,2% dalla Lombardia. A regime, in Sicilia, la maggior parte dei nuovi assegni andrà in provincia di Palermo, con 51.451 potenziali famiglie che potranno beneficiarne. A seguire Catania con 39.270, Messina con 16.991, Trapani con 12.744, Siracusa con 12.617, Agrigento con 11.856, Caltanissetta con 7.477, Ragusa con 5.890 ed Enna con 3.962.

Assegno di inclusione, a chi è rivolto

Si chiama di inclusione, ma include solo una fascia ristretta della popolazione, trattandosi di fatto di un’integrazione al reddito. Destinatari della misura sono i nuclei familiari che, oltre ad avere un reddito basso – con Isee non superiore a 9.360 euro – hanno al loro interno dei soggetti “fragili” ovvero uno o più minori, persone over 60, disabili o soggetti in carico ai servizi sociali. Inoltre, bisogna essere cittadini europei o possedere un regolare permesso di soggiorno in Italia, purché residenti nel Paese da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Importo dell’assegno di inclusione, quando i pagamenti

Il reddito familiare determina l’ammontare dell’Adi. Si tratta infatti di un’integrazione che, fra l’altro, non può superare i 6mila euro annui – pari a 500 euro al mese, incrementabile in base alla composizione del nucleo familiare e alle necessità abitative.

Ciò significa che se ad esempio la famiglia ha un reddito di 3mila euro all’anno, l’Adi sarà pari a 3mila euro all’anno. Per il calcolo dell’importo viene inoltre presa in considerazione la scala di equivalenza. I primi pagamenti per chi ha presentato la domanda tra il 18 dicembre 2023 e il 7 gennaio 2024 sono già partiti.

Bonus affitto

All’ammontare dell’Assegno di inclusione, si somma il bonus affitto. Per il pagamento della locazione, regolarmente contrattualizzata, è prevista una somma massima di 3.360 euro annui.

Assegno di inclusione: le eccezioni

Anche la soglia massima di 6mila euro annui può tuttavia variare. In questo caso è il nucleo familiare ad essere determinante.

Infatti, se tutti i componenti sono over 67 o se sono persone con disabilità o non autosufficienti, in automatico sale fino ad un massimo di 7.560 euro annui.

La durata

L’Adi ha una durata massima di 18 mesi, nel corso dei quali i beneficiari devono comunque partecipare alle iniziative previste. Dopo questo periodo, è previsto un mese di pausa, quindi si potrà chiedere un rinnovo per altri 12 mesi.

Come presentare la domanda

La corsa all’Adi è iniziata già lo scorso 18 dicembre. I più tempestivi che sono riusciti a completare tutte le procedure prima della fine dell’anno avranno il primo assegno già a gennaio. Per tutti gli altri, i pagamenti inizieranno dal mese successivo a quello in cui si completano tutti i passaggi richiesti.

Tre i passaggi essenziali per fare domanda per l’Assegno di inclusione: 

  1. Inps: si fa domanda tramite Spid o altra identità digitale, oppure rivolgendosi a un patronato o a un Caf.
  2. Siisl: ci si deve iscrivere al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa
  3. Patto di attivazione digitale: l’interessato dovrà sottoscriverlo e impegnarsi a partecipare a tutti i programmi di inclusione sociale o di inserimento lavorativo che gli verranno proposti. Un mese dopo la firma del patto, inizierà l’erogazione dell’Adi. In seguito, l’interessato è convocato dai servizi sociali o da un centro per l’impiego per chiarire la propria posizione e stabilire un percorso di inserimento.

Datori di lavoro, gli sgravi previsti per chi assume

Diversi i vantaggi previsti per le agenzie per il lavoro che fanno da tramite e per il datore di lavoro che assume il percettore dell’assegno di inclusione.

Il decreto prevede in particolare:

  • un esonero contributivo totale del 100% (fino a 8mila euro l’anno) per i datori di lavoro privati per 24 mesi per contratti a tempo indeterminato 
  • un esonero ridotto del 50% per contratti a termine o stagionali per 12 mesi
  • un incentivo del 30% per l’eventuale intervento delle agenzie per il lavoro per ogni assunzione di percettori di assegno di inclusione o supporto per il lavoro 
  • un incentivo del 60% per la mediazione da parte di enti autorizzati ed enti del terzo settore in caso di assunzione di persone con disabilità. 

Vantaggi per il lavoratore autonomo

La misura prevede inoltre un contributo aggiuntivo per il beneficiario dell’Assegno di inclusione che intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa o che si associ in una cooperativa.

Il percettore dell’Adi può infatti richiedere un beneficio aggiuntivo di 6 mensilità dell’assegno (max 3mila euro).  Le modalità di richiesta saranno stabilite da un prossimo decreto del Ministero del lavoro.

Approfondisci