Strappo sulle Province Crisi alla Regione?

In nemmeno due minuti di Aula salta l’articolo più importante e porta con sé tutto il disegno di legge

7 Febbraio 2024

Cosa succede alla maggioranza di Renato Schifani? O meglio, esiste ancora la maggioranza di Renato Schifani? La risposta è difficile, visto che con il voto della riforma delle Province è arrivata anche la seconda bocciatura consecutiva per il governo di centrodestra. Ed è arrivata dopo neanche due minuti di Aula, con il rigetto del primo articolo, che al suo interno conteneva i cardini di tutto il disegno di legge. Una bocciatura anche peggiore di quella rimediata col naufragio del disegno salva ineleggibili, per più ragioni.

Anzitutto perché manda al macero il lavoro di mesi su uno dei punti cardine del programma elettorale, portato avanti nonostante il fortissimo rischio di incostituzionalità, paventato persino dagli uffici, visto che andava in contrasto con la riforma Delrio, legge nazionale che non è mai stata abrogata. Ma è stata pesante anche per i numeri con cui è arrivata: 40 contrari e solo 25 a favore, con gli assenti equamente distribuiti tra maggioranza e opposizione, cosa che dunque non sposta negli equilibri del voto.

Coperti dal lenzuolo del voto segreto, quindi, almeno 13 membri della maggioranza hanno indossato i panni dei franchi tiratori, con la discussione che si esacerba a prescindere dai logici attacchi dell’opposizione. Se infatti Fratelli d’Italia, per bocca di Giorgio Assenza, ha chiesto comunque di procedere alle elezioni dei presidenti delle province come previsto dalla riforma Crocetta, con delle elezioni di secondo grado, dall’altra parte la Democrazia cristiana ha espresso parere contrario, salvo poi ammettere che «adesso, inevitabilmente, occorrerà un chiarimento all’interno dei partiti affinchè la maggioranza trovi nuovamente unità sui provvedimenti che vanno portati in Aula». Non si tratta del primo scivolone per il governo Schifani, ma sicuramente del più duro e al momento non si è in grado di escludere nessuna ipotesi per il futuro: dal riappacificamento alla spaccatura, dal rimpasto di giunta alle elezioni anticipate.

Nel video il duro intervento di Gianfranco Micciché (Gruppo misto), all’attacco di Schifani, e quello di Ismaele Lavardera (Sud chiama Nord).

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