Ok al decreto energia Cosa cambierà?

1 Febbraio 2024

Cosa cambierà per te con l’approvazione del decreto energia? Il provvedimento, varato dal governo lo scorso dicembre, ha ora ricevuto l’ok in via definitiva dal Senato con 97 sì, 74 no e 2 astenuti. Alla lunga qualcosa nelle nostre vite potrebbe cambiare.

Le tematiche sono diverse, dall’approvvigionamento energetico all’eolico offshore, dalla gestione delle alluvioni alla fine del mercato tutelato dell’elettricità e la gestione delle scorie radioattive. Tra le novità principali del decreto Energia c’è infatti il via libera ai depositi nazionali delle scorie nucleari.

Il decreto, dunque, potrà incidere nella vita degli italiani anche perché, tra le altre misure, contiene disposizioni per il passaggio graduale al mercato libero dei nove milioni di utenti domestici che ancora usufruiscono del mercato tutelato. Quanto disposto dal parlamento, in sostanza, consentirà a circa 4,5 milioni di famiglie “vulnerabili” di continuare a usufruire di forniture di energia elettrica a prezzi calmierati.

Sicilia protagonista del decreto

Un’importante aspetto è l’attribuzione al presidente della Regione Renato Schifani del ruolo di commissario straordinario nella gestione dei rifiuti, con la possibilità anche di autorizzare nuovi impianti di termovalorizzazione. Dovrà infatti redigere un piano regionale per il quale sono previsti 800 milioni per i relativi investimenti, derivanti dal Fondo sviluppo e coesione e dal Fesr. L’incarico è biennale, prorogabile non oltre il 2027.

Gli altri punti del decreto energia

Gli obiettivi sono chiari: promuovere progetti fotovoltaici o eolici che non solo soddisfano il fabbisogno energetico delle imprese a forte consumo, ma che anche ricevono una preferenza nelle concessioni di superfici pubbliche fino al 2030, l’individuazione di almeno due porti nel Mezzogiorno per creare un Polo strategico nazionale nell’eolico offshore e la proroga delle concessioni geotermoelettriche fino al 2026.

Ma non solo. In tema di nucleare viene dato più tempo a enti locali non presenti nella Cnai (Carta nazionale delle aree idonee) e al ministero della Difesa per presentare l’autocandidatura a ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e chiedere al ministero dell’Ambiente e a Sogin di riconsiderare l’area per verificarne l’idoneità. Il termine per le autocandidature è ampliato e passa da 30 a 90 giorni dal pubblicazione sul sito del Mase. La questione riguarda molto la Sicilia perché il ministero dell’Ambiente ha pubblicato l’elenco delle 51 zone dove poter realizzare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico. Due sono in Sicilia, in provincia di Trapani, ossia Fulgatore e Calatafimi-Segesta.

Approfondisci