Stupro di gruppo Come fermare gli orrori?

Una tredicenne violentata nei bagni del giardino Bellini di Catania. Fermati sette egiziani. Salvini torna a chiedere la castrazione chimica

3 Febbraio 2024

Ma davvero la soluzione per fermare gli abusi sulle donne è la castrazione chimica come invocano quelli della Lega? Sette mesi dopo il terribile stupro di gruppo di Palermo c’è un altro episodio che riguarda la Sicilia. Una ragazzina di 13 anni sarebbe stata violentata nei bagni del giardino Bellini di Catania da due minorenni mentre altri cinque giovani assistevano. Un orrore, l’ennesimo. Una storia terribile che ha già alimentato il dibattito sulle misure da adottare per evitare drammi come questo.

Sono sette i giovani accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una minore, tre di loro hanno meno di 18 anni. Agghiacciante anche il modo in cui avrebbero agito minacciando la tredicenne che era in compagnia del fidanzato di 17 anni e poi abusando di lei.

Sotto choc e dolorante dopo la violenza subita, la ragazza sarebbe riuscita a fuggire con il fidanzato e a chiedere aiuto ai passanti di via Etnea. Poi è stata trasportata con un’ambulanza al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Cannizzaro. Avviate le indagini dopo la denuncia, i carabinieri sono riusciti a identificare i sette giovani, tutti egiziani, grazie alla testimonianza della vittima e del fidanzato.

La notizia della violenza sulla tredicenne arriva nei giorni in cui Catania festeggia Sant’Agata, patrona della città, che il proconsole Quinziano fece martirizzare perché si rifiutò di sposarlo. La fece arrestare e mettere in prigione denunciandola come cristiana e le fece anche strappare i seni con enormi tenaglie.

Violenza sulle donne, numeri allarmanti in Sicilia

Per le donne che hanno subito abusi sono attive in Sicilia 113 strutture, la maggior parte a indirizzo segreto, il resto sono sportelli di ascolto e centri antiviolenza. Il loro ruolo è fondamentale in un momento storico in cui la violenza sulle donne in tutta Italia è all’ordine del giorno.

Quel che è accaduto a Catania arriva dopo un anno con numeri allarmanti. Complessivamente nel 2013 le denunce, fra maltrattamenti e stalking, in Sicilia hanno superato quota 1.550. Di queste, solo una minima parte ha poi portato all’arresto, mentre circa la metà ha avuto come conseguenza un divieto di avvicinamento alla vittima. Ma c’è chi chiede pene più severe, come nel caso di Annalisa Tardino, commissaria regionale ed europarlamentare della Lega: “Chiediamo da subito condanne esemplari e rimaniamo fermi nell’idea che serve la castrazione chimica per stupratori e pedofili, carcere a vita per episodi simili, oltre a maggiore sicurezza nelle nostre città. Per gli stranieri rimpatri subito! In Egitto non si sarebbero mai permessi un comportamento simile. La sicurezza dei nostri figli deve essere una priorità, in tutta Italia”. Sulla stessa linea il leader della Lega Matteo Salvini: “Non venitemi a parlare di tolleranza o errore. Davanti ad orrori del genere non può esistere clemenza ma soltanto una cura: castrazione chimica. Conto che la proposta presentata dalla Lega venga votata al più presto”.

Sulla vicenda è interviene anche Giorgia Meloni, in visita nello stabilimento del polo 3Sun gigafactory del Gruppo Enel, a Catania: “Mi colpisce che nel giorno in cui si celebra una giovanissima martire della tradizione cristiana si debba vedere un’altra giovanissima vittima della violenza sessuale. Lo Stato c’è e garantirà che sia fatta giustizia”, assicura la premier. 

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