Beni confiscati quali nuove regole a Catania?

Dal consiglio comunale il via libera all’unanimità. Assegnazioni ai privati a fini di lucro? Ecco quando

28 Marzo 2024

Un testo all’avanguardia, in alcuni punti il primo in Italia a tracciare la strada. È il regolamento sui beni confiscati che il consiglio comunale di Catania ha approvato martedì sera all’unanimità.

Maggioranza e opposizioni compatte, evento raro ma giustificato dal lavoro a monte del via libera ufficiale. La quarta commissione consiliare, competente in materia, ha ascoltato le associazioni che da anni portano avanti un importante lavoro sui beni confiscati. In particolare su quelli assegnati al Comune ma ancora abbandonati o occupati dai mafiosi a cui sono stati confiscati. In particolare Arci, Siciliani giovani e Asaec sono state una spina nel fianco costante, un pungolo a svegliarsi e fare meglio.

E alla fine la giunta guidata dal sindaco Enrico Trantino ha fatto sue le proposte che arrivavano dal basso e la maggioranza consiliare di centrodestra l’ha seguita. Ne è venuto fuori un testo che parla di riuso sociale prioritario per i beni confiscati, di riuso abitativo per chi vive nel disagio, di possibilità di accedere ai bandi non solo agli enti di terzo settore, ma anche a gruppi informali di cittadini.

Il regolamento lascia come remota possibilità l’apertura ai privati a fini di lucro, che può arrivare solo dopo un doppio bando rivolto alle associazioni andato deserto. La strada da fare è lunga, visto che solo il 10 per cento dei 142 beni in dotazione al comune risulta assegnato. Ma il primo passo è stato fatto.

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