Anoressia come si può fermare l'escalation?

Ecco perché i casi sono in aumento. Allarme in Sicilia. Indispensabile potenziare i centri di assistenza

3 Aprile 2024

Seconda causa di morte in Italia, l’anoressia è una drammatica realtà che interessa soprattutto le giovani generazioni. In Sicilia i dati sono allarmanti e non ci sono strutture adeguate a contrastare il fenomeno in costante crescita. Ma se di anoressia si sente parlare, c’è il suo analogo speculare al maschile, la vigoressia, che resta nell’ombra.

L’anoressia allo specchio

Lo specchio dovrebbe mostrarci il riflesso di ciò che siamo. Ma può succedere di vedere qualcosa che non corrisponde alla realtà. Un’immagine distorta, che non riusciamo ad accettare perché difforme da quella che riteniamo “ideale”.

C’è chi non si vede abbastanza magro e chi invece non sufficientemente muscoloso, nonostante la fisicità dica esattamente il contrario. Si tratta di un vero e proprio disturbo chiamato “dispercezione dell’immagine corporea”, che non consente di vedere allo specchio la propria immagine per ciò che è realmente.

Anoressia e vigoressia, due realtà speculari

Così da un lato si parla di anoressia nervosa: la persona teme di ingrassare, si convince di “non essere mai abbastanza magra”. Dall’altro di anoressia inversa o vigoressia: in questi casi si teme di essere esili e poco sviluppati fisicamente. In entrambi i casi matura nel soggetto una vera e propria ossessione per il peso corporeo, l’attività fisica e le calorie, con un conseguente stress volto alla continua ricerca della perfezione.

L’anoressia riguarda soprattutto le donne di età compresa tra i 12 e i 25 anni, mentre la vigoressia colpisce prevalentemente gli uomini tra i 25-35 anni e rappresenta l’altra faccia dell’anoressia. Letteralmente “mancanza di appetito”, in realtà l’anoressia non nasce dall’assenza della fame. L’anoressico ha fame, ma non vuole alimentarsi perché è più forte la paura di ingrassare. Così digiuna e pratica un’attività fisica sempre più intensa.

Particolarmente diffusa tra le donne, specie tra le giovanissime, l’anoressia rappresenta, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la seconda causa di morte, dopo gli incidenti stradali, con circa 4mila decessi all’anno.

I numeri

Le statistiche parlano di 3,5-4 milioni di italiani (il 5% della popolazione, di cui il 70% adolescenti) affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA) nel 2023. Dati preoccupanti se si pensa che nel 2020 i casi registrati erano solo 300 mila.

La prima indagine epidemiologica nazionale sui Disturbi del comportamento alimentare (DCA), diffusa lo scorso febbraio dal ministero della Salute, parla di un incremento del 30% dell’incidenza di anoressia e bulimia per effetto della pandemia.

I più colpiti sono i giovanissimi, tra i 12 e i 17 anni, dove si registra un picco rispetto al periodo pre-Covid. Le cause individuate sono tutte correlate al forzato isolamento a casa, alla chiusura delle scuole e all’annullamento di qualsiasi attività sociale.

L’anoressia in Sicilia

La Sicilia vanta dei primati: nel 2022 è ai primi posti in Italia per tasso di mortalità per diagnosi correlate ai disturbi alimentari. I dati inoltre dimostrano la stretta correlazione tra la mortalità per questo tipo di patologie e la mancanza di strutture di cura.

Altro primato infatti lo registra nell’offerta assistenziale, del tutto carente rispetto ai 4 livelli della rete di assistenza suggerita dal ministero della Salute (ambulatorio, ospedale, centro diurno, residenza). Con 7 centri dedicati ai Dca e 3 day hospital, la Sicilia è ultima in Italia. I pochissimi centri di residenza esistenti obbligano i pazienti a rivolgersi ai tristemente noti “viaggi della speranza”, con lunghi ricoveri in altre regioni.

Approfondisci