Giovanni Motisi un fantasma, chi sono i ricercati più pericolosi?

Dove potrebbe nascondersi l’ultimo grande latitante della mafia stragista? Un nuovo identikit diffuso dalla polizia

20 Aprile 2024

Dove si nasconde Giovanni Motisi? Gli investigatori sono alla ricerca del boss palermitano, l’ultimo grande latitante della mafia stragista, “u pacchiuni“, 65 anni, ma un fantasma dal 1998. Su di lui pendono due ergastoli per la strage del 6 agosto 1985 in cui furono uccisi il vice questore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia, ma anche per l’omicidio, nel 1989, di Antonino Puccio, uno di quelli che stava organizzando un complotto per prendere il potere assoluto di cosa nostra, allora nelle mani di Totò Riina.

Nel giorno dell’attentato a Cassarà, Motisi era uno dei componenti del commando e, secondo il pentito Francesco Paolo Anzelmo, aveva partecipato anche alle riunioni per l’organizzazione della strage convocate da Riina. Con Motisi, che allora aveva 26 anni, c’erano anche Salvatore Biondino e Salvatore Biondo detto il “corto”. Erano appostati in un furgone in via Croce Rossa, mentre Calogero Ganci, Nino Madonia e Francesco Paolo Anzelmo si erano nascosti nelle scale del palazzo di fronte per poi far fuoco contro Cassarà e Antiochia. L’agguato consenti a Motisi di scalare le gerarchie fino a diventare capo del mandamento di Pagliarelli, per poi essere estromesso, nel 2002, perché i vertici di cosa nostra non gradivano il suo modo di gestire il clan. Da allora si sarebbe fatto da parte, fino ad essere quel fantasma che a tutt’oggi aleggia a Palermo o chissà dove.

L’identikit di Giovanni Motisi

Dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, è lui l’obiettivo principale dell’antimafia. La polizia ha diffuso il suo nuovo identikit.

Con queste foto i poliziotti della squadra mobile di Palermo, diretta da Marco Basile, e quelli del servizio centrale operativo, diretti dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunta Marzia Sabella, contano di avere un’arma in più per trovarlo.

Dove si nasconde Giovanni Motisi?

Giovanni Motisi non sarebbe morto, come emerge dalle ultime indagini e non è più attivo in cosa nostra, tanto che il suo nome non figura più nelle indagini se non quella che riguarda la sua latitanza. Ma allora dov’è? Che vita fa?

Le ultime foto di Motisi furono rinvenute dai carabinieri all’inizio degli anni Duemila, nel corso di una perquisizione a casa dei familiari. Il latitante era stato immortalato durante una festa con la moglie e i figli. Dove? Difficile dirlo con certezza, visto che sullo sfondo erano state sistemate delle tende, per non rendere il luogo rintracciabile. Secondo gli investigatori potrebbe trattarsi di una villetta di Casteldaccia.

Chi sono i latitanti più pericolosi d’Italia?

Su 59 ricercati italiani, fra i tre ritenuti di “massima pericolosità” c’è proprio Giovanni Motisi. Il suo nome compare nel rapporto sull’attività del Giirl, redatto dal Servizio analisi della polizia criminale e reso noto recentemente dal ministero dell’Interno.

Oltre a lui in cima alla lista dei più pericolosi c’è innanzitutto Renato Cinquegranella, ritenuto affiliato al clan camorristico Nuova Famiglia e sospettato dell’omicidio di Giacomo Frattini, torturato, ucciso e fatto a pezzi nel 1982: su di lui pende un mandato di cattura internazionale.

Il terzo latitante più ricercato è Attlio Cubeddu, evaso dal carcere di Nuoro nel 1997: era stato arrestato e condannato a trent’anni per il rapimento nel 1981 in Toscana di Cristina Peruzzi e per i sequestri del 1983 in Emilia Romagna della contessina Ludovica Rangoni Machiavelli e di Patrizia Bauer.

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