"Troppi haters sui social, così vanno isolati"

22 Aprile 2024

Come si contrastano gli haters? “Li blocchiamo. Vanno isolati. Se ti senti in diritto di entrare a casa mia usando un linguaggio poco consono, ho il dover di bloccarti e bannarti”. Lo ha detto Annandrea Vitrano, attrice, influencer, protagonista del film Un mondo sotto social, metà del duo I Soldi Spicci con Claudio Casisa, che conta 700 mila followers su Instagram e un milione e mezzo su Facebook.

L’attrice è intervenuta nel corso del convegno organizzato a Palermo dal Corecom Sicilia dal titolo Social media e influencer tra evoluzione normativa e fenomeno sociale: il ruolo dei Corecom. 

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni lo scorso gennaio ha approvato le linee guida volte a regolamentare l’attività degli influencer. Il primo punto è rappresentato dall’aver messo nero su bianco una esatta definizione del loro ruolo: sono soggetti che creano, producono e diffondono al pubblico contenuti audiovisivi, sui quali esercitano responsabilità editoriale, tramite piattaforme per la condivisione di video e social media. Da ciò ne discende che anche gli influencer devono attenersi alle disposizioni del Tusma, il Testo unico sui servizi di media audiovisivi.

“Ci interessa guardare e analizzare anche gli aspetti meno evidenti e patinati di questa attività – ha sottolineato il presidente del Corecom Sicilia Andrea Peria Giaconia -, verificare lo stato dell’arte dell’imponente sforzo regolatorio che sta compiendo l’Agcom, capire quale contributo ciascun Corecom possa dare, perché ognuno di noi deve fare la propria parte”.
Secondo Gianfranco Marrone, professore ordinario di Semiotica dell’Università di Palermo “occorre per prima cosa distinguere fra competenza mediatica degli influencer, più o meno capaci, e legittimità della loro azione; è chiaro che sono necessari interventi normativi per regolamentare le loro attività, ma questo non significa che tali non possano avere un esito positivo, di apertura e di sprovincializzazione, dal punto di vista culturale. Bisogna, in secondo luogo, non confondere politica, etica e giurisprudenza.  L’intervento legislativo, in questo senso, non deve essere né moralistico né ideologico”.

Ugo Piazza, esperto nelle strategie della comunicazione e commissario del Corecom Sicilia ha aggiunto: “Oggi qualsiasi discussione riguardante le dinamiche comunicative che in continua evoluzione si esprimono sui social media non può prescindere da una riflessione dal punto di vista sociologico. I social network, di fatto, hanno cambiato la nostra composizione e dinamica relazionale dal punto di vista sociale. Questo non deve spaventare, il futuro è per natura inarrestabile, ma ciò non toglie che vanno determinate regole per chi li usa come business e per chi ne abusa per istigare comportamenti nocivi o violenti. Ma resta il fatto che dietro ogni post che viene messo in rete c’è sempre un essere umano che lo genera e questi, come tale, incarna il ruolo o il comportamento che ognuno di noi ha all’interno del proprio tessuto sociale”.
Sotto la lente di ingrandimento anche sulla tutela degli utenti e dei consumatori, col punto di vista dell’avvocato cassazionista Alessandro Palmigiano, specializzato in diritto civile e commerciale: “La nuova normativa dell’Agcom – ha commentato – è importante perché si inserisce in un quadro in cui già esistono delle tutele per i consumatori, ma quello degli influencer e dei social media è un settore particolarmente delicato e sensibile, per cui la tutela deve essere immediata ed effettiva. Per questa ragione il decalogo Agcom è importante perché mette degli ulteriori paletti per rafforzare tali tutele”.

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