Decreto lavoro, gli incentivi per il Sud

Arriva la nuova manovra del Governo, tra super deduzioni e aiuti per l’autoimpiego. E c’è pure il bonus Befana

30 Aprile 2024

Come da tradizione, anche quest’anno la prossima festa dei lavoratori vedrà il varo di un Decreto Primo maggio in materia di lavoro. Il decreto interministeriale racchiude una serie di pacchetti e dà attuazione ad una misura in realtà già approvata, ma rimasta inutilizzabile.

Si tratta della deduzione per le assunzioni, definita super visto che consente alle imprese la detrazione di una quota del costo del lavoro pari al 120%. Quota che, nel caso di donne, giovani e destinatari del reddito di cittadinanza, arriva al 130%.

Decreto lavoro, i destinatari

Ad eccezione di attività non titolari di reddito d’impresa come, per esempio, gli imprenditori agricoli e le attività commerciali in via occasionale, sono destinatari della super deduzione tutte le aziende, indipendentemente dalla forma societaria, e i lavoratori autonomi.

In particolare, l’intervento in materia di deduzioni sui contratti di lavoro, stabilisce per le imprese destinatarie dello sgravio contributivo l’obbligo di avere svolto l’attività nei 365 giorni precedenti il primo giorno del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023.

Decreto lavoro, un pacchetto per tre bonus

Il pacchetto racchiude in realtà tre bonus: uno per le donne, uno per i giovani, uno per le cosiddette Zes, ovvero le zone economiche speciali che comprendono l’area del Mezzogiorno e le Isole, per intenderci dall’Abruzzo alla Calabria, Sicilia e Sardegna. Si tratta di una serie di misure per sostenere e incentivare l’occupazione femminile, giovanile e alcune categorie svantaggiate, come i lavoratori del Centro-Sud.

Decreto lavoro, il bonus donne

Il bonus riguarda donne di qualsiasi età, disoccupate da almeno 2 anni, che, per il Mezzogiorno e le Isole, si riducono a 6 mesi. Il valore massimo dello sgravio contributivo del 100% potrà essere di circa 666 euro al mese, pari a circa 8mila euro l’anno.

Bonus giovani

In questo caso, il bonus riguarda giovani under 35, che non hanno mai avuto un’occupazione. L’incentivo consiste nell’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali, entro il limite dei 500 euro al mese, per due anni. L’impresa deve contrattualizzare a tempo indeterminato, dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025.

Bonus Zes

Nel caso di aziende con sede in Sicilia o nel Mezzogiorno, scatta il bonus Zes che, di fatto, è sovrapponibile ai precedenti. In questo caso, l’esonero è del 100%, ma il limite si innalza a 666 euro mensili, per 30 mesi.

In tutti e tre i casi gli sgravi sono previsti per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.

Bonus Befana

La vera novità di questo provvedimento è il bonus tredicesime, ovvero un’indennità fino a 100 euro per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28 mila euro, con coniuge e almeno un figlio a carico (anche nato fuori dal matrimonio, ma riconosciuto, adottivo o affidato) o per famiglie monogenitoriali con un figlio a carico. Tuttavia, sembra che non ci sia la copertura finanziaria, pertanto sarà una misura una tantum, valida solo per il 2024. I lavoratori potranno goderne dunque solo a gennaio prossimo e qualcuno lo ha già ribattezzato “bonus Befana”.

Incentivi alle nuove imprese

Il Governo ha previsto anche delle misure per l’avvio di nuove attività, il cosiddetto “autoimpiego”. In realtà si tratta di tre diverse misure: l’autoimpiego Centro Nord, Resto al Sud, i giovani e le nuove tecnologie.

Autoimpiego Centro Nord

Questa misura prevede il finanziamento con voucher fino a 30mila euro per l’acquisto di beni utili all’avvio dell’attività. Il contributo interessa imprese individuali o collettive e liberi professionisti. Fino a 120mila euro di spesa il contributo a fondo perduto è al 65%, fino a 200mila euro scende al 60%.

Resto al Sud

In questo caso il voucher arriva a 40mila euro ed è rivolto per l’appunto al Mezzogiorno e Sud, ma anche alle zone svantaggiate colpite dai terremoti. Più alto anche il contributo a fondo perduto pari al 75% per una spesa fino a 120mila euro, al 70% fino a 200mila euro.

Giovani e nuove tecnologie

La misura si rivolge ai giovani che avviano un’attività imprenditoriale nell’ambito dei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione al digitale ed ecologica. In questo caso, si può richiedere uno sgravio contributivo al 100%, per tre anni, entro un limite massimo di 800 euro mensili, sia per il titolare di impresa che per i dipendenti, purché under 35, assunti stabilmente dal 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2025. C’è tempo fino al 31 dicembre 2025.

Decreto lavoro, la riconversione occupazionale

Il decreto prevede anche degli interventi per riqualificare i lavoratori delle grandi imprese in crisi. Si tratta nella fattispecie di aziende con oltre mille dipendenti, interessate dalla cassa integrazione straordinaria (Cigs) da almeno due anni.

In questo caso, per chi assume i lavoratori di queste aziende in crisi si prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per 30 mesi. Inoltre, i lavoratori vivono una vera “riqualificazione” con 200 ore di formazione.

Foto di copertina di Antonio Melita.

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