Catania via ai playoff, servirebbe un bomber come Nicolosi?

Doppia sfida contro l’Atalanta under 23. Riflettori puntati sugli attaccanti, il più prolifico della storia etnea era palermitano

13 Maggio 2024

Martedì 14 maggio per il Catania partirà un nuovo campionato. Ai playoff, un regalo che gli etnei si sono fatti vincendo la Coppa Italia di Serie C, affronteranno l’Atalanta under 23. La prima gara si disputerà a Bergamo, il ritorno si giocherà sabato in casa. I nerazzurri sono giunti alla fase nazionale eliminando il Trento (3-1) e il Legnago (1-1) nella fase a gironi. Per il Catania sarà un nuovo campionato, ma sarà necessario che ritrovi i suoi uomini migliori e soprattutto l’attacco. Per questo gli occhi sono puntati su Di Carmine e Chiricò.

E a proposito di attacco, in questo video raccontiamo la storia di un vecchio bomber etneo. Attaccanti di razza il Catania ne ha avuti tanti. Da Aldo Cantarutti all’argentino Maxi Lopez, passando per Peppe Mascara, Gionatha Spinesi, Lulù Oliveira o Gonzalo Bergessio. Ciò che in molti però non sanno è che ancora oggi, nel 2024, il più grande cannoniere di sempre del club rossazzurro risale ancora al 1932, ben 92 anni fa.

Nicolò Cocò Nicolosi: il più grande bomber della storia del Catania

Nicolò Cocò Nicolosi, questo il nome del più grande attaccante di sempre del Catania a cui è stato dedicato un murales celebrativo nel noto quartiere popolare etneo di Librino. Paradosso è che il migliore di tutti fra gli etnei sia stato della provincia di Palermo, nato nel 1912 a Lercara Friddi, piccolo paesino di poco più di 6 mila anime nell’hinterland del capoluogo.
Attaccante imprevedibile, veloce, faceva letteralmente impazzire gli avversari. Non a caso il suo soprannome diceva già tutto U’ muturinu, proprio per sottolineare il suo essere scheggia impazzita ed implacabile goleador. 78 gol in 156 presenze, distribuite in 5 stagioni ai piedi dell’Etna dal 1932 al 1937, tra la Serie C e la Serie B: beniamino dei tifosi dell’Elefante, restò l’amarezza per non aver centrato la promozione in A. Ah, fece anche gol alla Juventus in amichevole: non una cosa che capitava tutti i giorni, anche a quei tempi.

Oltre i tacchetti, la maschera

C’è di più, molto di più. Già, perché il buon Cocò non si limitava soltanto a gonfiare la rete sul rettangolo verde, ma amava anche recitare. Amico fraterno di due mostri sacri del teatro come Turi Ferro e Angelo Musco, non di rado lo si vedeva amabilmente destreggiarsi particolarmente bene sul palcoscenico del Teatro Stabile e non solo.

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