Inverno chi l'ha visto? Ecco cosa rischiamo

A gennaio temperature superiori di due gradi rispetto alla media e nelle riserve idriche mancano 63 milioni di metri cubi d’acqua

20 Marzo 2024

La pioggia in fondo è arrivata, anche se col contagocce. Ma è bastato per sconfiggere la siccità? Ci siamo illusi più volte che l’inverno in Sicilia fosse arrivato. E invece per larghi tratti è rimasto nell’ombra con temperature che per molti giorni oscillavano tra i 22 e i 15 gradi. E adesso che la primavera è arrivata possiamo dire che una stagione fredda così poco fredda non ce la ricordavamo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la mancanza di acqua nei mesi in cui invece dovrebbe cadere copiosa è risultata letale per tantissime colture e ha messo in ginocchio tutta la filiera agricola.

Gli effetti del caldo fuori stagione

“Un inverno che ha fatto registrare temperature superiori di quasi due gradi rispetto alla media”, ha ribadito Coldiretti, che più volte nelle ultime settimane ha lanciato l’allarme: “Il caldo ha provocato il risveglio anticipato delle piante rischiando addirittura di far ripartire le fioriture fuori stagione con il pericolo di esporre le coltivazioni ai danni di un prevedibile, successivo, forte abbassamento delle temperature con la conseguente perdita dei raccolti. Ma con le alte temperature le popolazioni di insetti dannosi per le colture sopravvivono per attaccare successivamente i raccolti nella prossima primavera”.

Allarme siccità in Sicilia

E poi c’è il tema della siccità: il lago di Pergusa rischia di vedere finire qui la sua storia millenaria. In costante debito di acqua, gli invasi sono praticamente vuoti. Gli ultimi dati, su febbraio 2023, parlano di un -23% di volume disponile rispetto al 2022. E l’estate potrebbe portare con sé problemi che riguarderebbero non solo l’agricoltura, ma anche l’intero servizio idrico urbano. A gennaio le nostre riserve idriche sono andate sotto di 63 milioni di metri cubi d’acqua, il 13 per cento rispetto all’anno precedente, che pure non è stato dei migliori, secondo i dati del dipartimento regionale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico Sicilia.

“Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal freddo al caldo, con sbalzi termici significativi” prosegue Coldiretti. Che ricorda come nello scorso anno i danni causati da eventi che hanno a che vedere col clima in tutta Italia ammontino a una cifra che si avvicina ai sei miliardi di euro.

Dalle mappe del Consiglio nazionale delle ricerche si scopre anche come la percentuale di territorio italiano colpito da siccità severo-estrema nel lasso temporale estate-autunno 2023 si attesti in Sicilia al 93 per cento del territorio. E le previsioni per i prossimi mesi sono peggiori.

Stato di crisi in sei province siciliane

La Regione sta provando a correre ai ripari. Come? La scorsa settimana è stato approvato lo stato di crisi e di emergenza nel settore idrico potabile fino al 31 dicembre in sei province: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani. Ma non solo. Il segretario generale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro, è stato nominato commissario delegato con l’incarico di individuare e attuare tutte le misure necessarie per superare la fase più critica.

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