Sfrattati dal Ponte "Un pilone nella mia camera da letto"

A Messina la rabbia delle famiglie coinvolte negli espropri. Pubblicati gli elenchi di chi dovrà lasciare la casa

4 Aprile 2024

È stato un brutto risveglio quello di ieri per centinaia di messinesi. Cittadini sotto sfratto dal futuro Ponte sullo Stretto. Molti lo sapevano già, qualcun altro lo temeva, ma c’è anche chi non ne aveva idea. Per tutti ieri è arrivata la certezza, visto che la società Stretto di Messina spa ha reso pubblici gli elenchi delle ditte espropriande, cioè nomi, cognomi e particelle catastali di chi sarà costretto a lasciare casa per fare posto al Ponte o a un’opera correlata.

L’elenco è lungo: oltre 1.500 pagine solo per il Comune di Messina. E gli interessati non rientrano solo nella zona più colpita, quella di Capo Peloro e Torre Faro, l’area più bella di Messina impreziosita dai laghi di Ganzirri, dove sorgerà il pilastro siculo della mega opera. Si sono ritrovati espropriandi anche cittadini dei quartieri Annunziata o Contesse ad esempio, distanti fino a 10 chilometri dalla sede del pilastro. Proprio perché le opere connesse al ponte sono molte e invasive. 

C’è da dire che la pubblicazione degli elenchi e dell’avviso di avvio del procedimento volto all’apposizione del vincolo di esproprio non significa che a breve ai cittadini coinvolti verrà tolta la casa. L’iter affinché gli espropri diventino veramente operativi è ancora lungo: serve che il progetto definitivo venga approvato dagli organi istituzionali competenti, cioè dalla conferenza dei servizi che inizierà tra una decina di giorni, dai ministeri dell’Ambiente e della Cultura che devono dare le autorizzazioni ambientale e paesaggistica, e dal Cipess, il comitato interministeriale che ne deve valutare la bontà sul piano economico e finanziario. Nel frattempo gli espropriandi daranno battaglia sia sul piano legale che sul fronte della mobilitazione. 

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